Travaglio
ci crede tutti imbecilli?
Marco Travaglio è
solito pubblicare al lunedì, sul giornale che dirige, una sorta di editoriale
intitolato “Ma mi faccia il piacere”, in cui riporta frasi di politici o
giornalisti, frasi che commenta con battute più o meno spiritose. Lunedì scorso
(17/8) ha riportato il seguente passo, tratto da il Foglio, intitolandolo “Gli smemorati di Collegno”: “Parlano
Violante, Grasso e Ayala: ‘Falcone non avrebbe cenato con Lavitola’”. Seguiva
quindi il commento-battuta di Travaglio:
“Lavorava
solo nel governo di Giulio Andreotti”.
Il giorno dopo la
sorella di Falcone, Maria, ha espresso la sua indignazione per quella battuta che altro non era che una
denigrazione infamante di quel magistrato, che è sempre stato solo al servizio dello Stato e non di questo o quel
governo. Politici e giornalisti hanno espresso solidarietà a Maria
Falcone e accusato Travaglio per quella battuta quanto meno di cattivo gusto.
Il giorno successivo
Travaglio ha risposto sul suo giornale sostenendo
in sostanza che chi lo accusava non aveva capito il senso di quel commento,
perché il fatto che Falcone lavorasse nel governo Andreotti non significava che
si fosse adeguato alle relazioni poco limpide del premier con personaggi
siciliani notoriamente in odore di mafia; tutt’altro, Falcone, accettando quel
ruolo politico nel governo Andreotti (era
direttore agli Affari penali del ministero della Giustizia), intendeva combattere la mafia dall’interno,
cosa che fece come dimostrano gli atti compiuti. Dunque “mononeuroni” o “sciacalli imbucati” coloro che non hanno capito quella
battuta.
E
qui mi viene da pensare che Travaglio ci creda tutti imbecilli.
La si può girare come la si vuole, ma il
senso di quel commento-battuta era inequivocabile. Si allude chiaramente al fatto che la scelta di Falcone, di
lavorare nel governo Andreotti, fosse moralmente peggiore di quella di
Ranucci, che cenava abitualmente con un noto pregiudicato quale Lavitola.
E non credo proprio che Ranucci intendesse combattere dall’interno il mondo di
Lavitola… Dunque, per comprendere l’interpretazione che Travaglio ha dato a
posteriori di quella battuta – che invece i “mononeuroni” non hanno capito – ci vorrebbe tanta buona volontà e non
basterebbero miliardi di neuroni, altro che uno solo.
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