martedì 21 aprile 2026

SULLE SCUSE E SUL PERDONO

 

Scuse, perdono e giornalismo spettacolo

Più di una volta, ultimamente, mi è capitato di sentire l’autore di un omicidio, anche efferato, o i suoi parenti, chiedere scusa ai famigliari della vittima. Scusa? Ma scusa si chiede, ad esempio, dopo avere urtato involontariamente una persona, non dopo averla uccisa intenzionalmente. In questo caso, tutt’al più, mi aspetto che l’omicida – che sia sincero o no – chieda il perdono, non certo di essere scusato. Una richiesta però che niente ha a che vedere con quella del solito giornalista arrembante che dopo il delitto si precipita davanti all’abitazione della vittima per chiedere al parente più stretto se intende perdonare l’assassino. Qui siamo nel giornalismo spettacolo che spera in una risposta che, in un senso o nell’altro, susciti polemiche. Il perdono invece, concesso anche senza essere richiesto, è una cosa seria che ha a che fare con un autentico sentimento cristiano.

SU LEONARDO MENOMATO

 

Scuola media L. da Vinci

Recentemente, in un paio di occasioni, la cronaca ha parlato di violenza a base di coltello da parte di minori nelle scuole. Su questa esplosione di violenza minorile molto si è detto, come sempre, sulle responsabilità della società, della scuola, della famiglia, dei videogiochi, dei cellulari e chi più ne ha più ne metta…  A me ha colpito un particolare secondario, che non dice niente sulla violenza ma molto sulla sciatteria. In entrambi i casi la televisione ha mostrato le scuole dove gli episodi si sono verificati, ed entrambe le scuole avevano la stessa intitolazione: “Scuola media L. da Vinci”.  Proprio così: “L. da Vinci” , da non credere! Elle puntato invece di scrivere per intero il nome di quel genio italiano! Chissà se è stata una indicazione del ministero sulla opportunità di risparmiare sulle dimensioni della targa.