Una cosa che non credo
E’ stata recentemente
salutata con un certo entusiasmo la decisione
della Francia di dare piena collaborazione all’Italia, inviando tutta la
documentazione in suo possesso, al fine di fare luce su quel che
successe 46 anni fa (il 26 giugno del 1980) all’aereo DC-9 Itavia che precipitò
in mare nei pressi di Ustica, con la conseguente morte delle 81 persone a bordo.
A tutt’oggi non sappiamo esattamente la verità su quel tragico evento, ma la ricostruzione giudiziaria più credibile
è che il DC-9 sia stato coinvolto in una battaglia nei cieli, dove caccia
francesi e/o americani avevano intercettato e intendevano abbattere un aereo
militare libico. Si ipotizza che in questo contesto un missile lanciato contro l’aereo libico
abbia colpito per errore il DC-9, causandone l’abbattimento. Sull’evento
calò il segreto di Stato, per cui seguirono
depistaggi di vario tipo, tracce radar mancanti, registri tagliati, omissioni,
silenzi imposti, come ampiamente dimostrato dal giornalista Andrea Purgatori in tanti suoi
scritti e nel film di Marco Risi, Il muro di Gomma, cui Purgatori collaborò.
A questo punto che
senso ha la disponibilità della Francia a offrire piena collaborazione? Va ricordato
che questa collaborazione è stata
richiesta più volte nel corso degli anni, ma alle domande poste dalla
magistratura italiana (sulle tracce dei radar francesi, sulla posizione
delle portaerei Clemenceau e Foch, sul personale presente nella base di
Solenzara in Corsica, ecc.) non
furono mai date risposte esaustive. Del resto, checché ne dicano i
francesi (che sostengono di avere sempre collaborato), la loro reticenza
è comprensibile, visto che sono fra
i maggiori indiziati a proposito del lancio del missile. Proprio Cossiga, che nel 1980 era
presidente del consiglio, anni dopo rivelò
di aver saputo dai servizi segreti che il DC-9 era stato abbattuto da un
missile francese.
Concludo. Mi riesce
difficile credere che improvvisamente ai francesi sia venuta voglia di
consegnare tutti i documenti in loro possesso (tutti!), soprattutto se questi documenti dimostrano una
presenza dei loro caccia nei cieli di Ustica quel 26 giugno del 1980. Credo
piuttosto che sarà consegnato qualche documento poco significativo, che non
consentirà di fare alcuna luce sull’episodio. E saremo daccapo. Spero di
sbagliarmi. Staremo a vedere.
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