Ripescare l’Italia?
Mi è capitato di
assistere ad alcune discussioni in TV sulla questione dell’eventuale
ripescaggio dell’Italia ai prossimi mondiali di calcio. So bene che ipotesi di
ripescaggio, assolutamente immotivate, erano circolate anche nelle precedenti
due occasioni in cui l’Italia non si era qualificata sul campo. Questa volta l’ipotesi si fonda sulla possibilità che l’Iran,
in guerra con gli USA, sia costretto a rinunciare ai mondiali che si terranno
proprio negli USA (oltre che in Messico e Canada). Ora, a parte il
fatto che anche questa volta l’ipotesi ripescaggio sembra destinata a cadere
nel vuoto, visto che sia il
presidente della FIFA sia la stessa squadra iraniana hanno garantito la
partecipazione dell’Iran ai mondiali, a me interessa esprimere il mio
parere proprio sulla eventualità che il ripescaggio si renda necessario.
Ho sentito sia
giornalisti che ex giocatori di calcio (ad esempio Tardelli e Collovati)
sostenere con forza che il ripescaggio
dell’Italia sarebbe moralmente inaccettabile, perché la qualificazione si
deve ottenere sul campo. A me
pare ovvio che la qualificazione si debba ottenere sul campo, ma allora che si
dovrebbe fare nel caso in cui una squadra, per qualsiasi ragione, rinunci a
partecipare? In questo caso si è sempre ricorso al ripescaggio (vedi il caso famoso della Danimarca, ripescata,
a seguito dell’esclusione della Jugoslavia, agli Europei del 1992, che poi addirittura vinse) ed è altrettanto ovvio che la squadra ripescata, quale che sia, non
aveva ottenuto la qualificazione sul campo. Dunque non ha senso parlare
di inaccettabilità di un ripescaggio dell’Italia. Caso mai è un’altra l’obiezione
che ha senso, e cioè che la squadra con
diritto ad essere eventualmente ripescata è la squadra asiatica che è
arrivata seconda nel girone in cui si era qualificato l’Iran (la terza in questo caso, ovvero gli
Emirati Arabi Uniti, dato che
la seconda, l’Uzbekistan, si era qualificata direttamente). E’ questa l’obiezione
che condivido, non contano, secondo me, né
il ranking FIFA (dove l’Italia è dodicesima), né i mondiali vinti (quattro
dall’Italia). Ma, ripeto, a me
pare una sciocchezza l’idea che il ripescaggio sia, in via di principio,
moralmente inaccettabile. Se, per qualche ragione puramente ipotetica,
la Norvegia o la Bosnia avessero dovuto rinunciare ai mondiali, l’Italia non
avrebbe forse avuto il diritto di essere ripescata?
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